In Parlamento

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In Parlamento si proiettano le storie, le tensioni, le passioni, gli interessi e le culture di tutto il Paese.
Sono passati più di quattro anni di legislatura e non mi sono risparmiata, battendomi, ogni qual volta fosse necessario, per un’Italia più libera, più giusta, più sana. Ho presentato molti contributi (proposte di legge, ordini del giorno, emendamenti) e presentato molti atti di sindacato ispettivo per “vederci chiaro” (oltre 60 interrogazioni parlamentari in poco più di quattro anni).

Il lavoro è duro ma riserva qualche soddisfazione. Si tratta di una missione complicata: ci vuole determinazione e passione, ma spesso occorre saggezza tattica. E nessuno può fare da solo: cogliendo la disponibilità di alcuni miei colleghi, sono riuscita a conseguire parecchi risultati di cui vado fiera.

  • Tre proposte di istituzione di commissioni parlamentari d’inchiesta, quella sulla mafia, quella sulle intimidazioni malavitose nei confronti delle amministrazioni locali e quella sulla gestione dell’Enasarco (l’ente previdenziale degli agenti di commercio). Le prime due sono andate a buon fine, sulla terza sto spingendo;LaMeglioItalia_contro-mafia-e-corruzione
  • numerose interrogazioni parlamentari. Ne cito una, quella su una guida turistica italiana che pubblicizzava una catena di ristoranti spagnola intitolata alla mafia (il Touring Club ha subito tolto la segnalazione e si è scusato). Un’altra interrogazione che penso sia stata efficace per allontanare dalla stanza dei bottoni una persona inadeguata è quella che ho presentato su Sedriano (MI), il primo comune in Lombardia sciolto per mafia. Siccome in altre parti d’Italia è purtroppo accaduto che il sindaco rimosso per condizionamento mafioso – per lungaggini burocratiche – si è potuto ricandidare, con il mio atto ispettivo ho acceso il faro e sollecitato il Ministero dell’interno (e per esso la prefettura di Milano) ad accelerare la procedura (questa è la risposta del sottosegretario Bocci). L’ex sindaco di Sedriano è stato quindi definitivamente escluso dalla competizione elettorale (peccato che a maggio abbia poi vinto il Movimento 5 Stelle, ma questa è un’altra storia);
  • sul piano legislativo, un emendamento al decreto legge c.d. Madia sulla pubblica amministrazione e la lotta alla corruzione, che obbliga l’Avvocatura dello Stato – che tratta il contenzioso degli appalti pubblici – a segnalare all’Autorità anticorruzione le violazioni e le anomalie che scopre nelle carte dei processi;
  • due proposte di legge, una sul reato di autoriciclaggio e una – a prima firma di Pietro Grasso – sulla corruzione. La prima è diventata la legge n. 186 del 2014, una grande vittoria! Oggi – diversamente che in passato – il delinquente che reinveste o reimpiega il denaro d’illecita provenienza è punito severamente. Prima sarebbe stato punito solo il terzo che lo faceva per lui.
    Il disegno di legge Grasso è stato approvato prima in Senato e da poco dalla Camera (è la legge n. 69 del 2015). Tra gli articoli del provvedimento approvati, anche le norme che prevedono la reintroduzione del reato di falso in bilancio per le società non quotate e l’inasprimento delle pene per quel che riguarda le società quotate: c’è una stretta sui fenomeni corruttivi e aumentano le pene per la corruzione nella Pubblica Amministrazione.
  • è mio l’emendamento sulla portabilità gratuita dei conti correnti presentato alla legge di stabilità 2015, poi inserito nel decreto legge sulle banche popolari (n. 3 del 2015, già convertito in legge);
  • alla legge n. 124 del 2015, la c.d. delega Madia, un mio emendamento ha previsto la riduzione dei costi delle intercettazioni telefoniche e ambientali (art. 7);
  • nella legge di stabilità per il 2016 molte mie proposte sono state recepite: 10 milioni per i libri scolastici; lo svincolo degli immobili giudiziari per altre finalità pubbliche; nuove risorse per l’Agenzia dei beni confiscati alla mafia; la difesa dei patronati, che subiranno tagli meno pesanti del proposto inizialmente.
  • Nel febbraio 2017 sono dovuta uscire dal gruppo parlamentare del Partito democratico, per motivi ovvi, spiegati qui (e qui). Insieme a Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e a tanti altri ho dato vita ad Articolo 1 – Movimento Democratico e progressista (qui l’adesione per la provincia di Monza e Brianza), che oggi ha gruppi parlamentari in Senato e alla Camera. Da noi il capogruppo è Maria Cecilia Guerra, alla Camera è Francesco Laforgia.

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